
se trovi complicato scriverci tramite blog, scrivi qua sotto
posta per www.iomissionario.it
|

Il “web log” o “blog” (abbreviato in modo simpatico in “blog") è uno spazio virtuale gestito autonomamente che consente di "rendere pubblico in tempo reale" notizie, informazioni o storie di ogni genere. E' dunque un nuovo modo per "esprimersi" in rete in modo facile e veloce (si diventa “operativi” in 2 minuti ed è esattamente come scrivere con Word). Una nuova tipologia di “sito Internet” a metà tra i “newsgroup”, le “pagine personali” e i “portali” d'informazioni. Tutti potete scrivere dopo esservi registrati. I missionari possono scrivere delle loro esperienze sul campo, i membri del progresso del proprio ramo o rione, dei battesimi ecc.
"Carpe diem"
Tiene que loguearse y tener los permisos para crear o modificar un blog.
De 1438090@aruba.it en
21/04/2010 22.56
Durante lo svolgimento di un asta pubblica, l'interlocutore presentò aprendone l'asta, un vecchio violino, dai colori opachi e dalle corde vecchie scure e visibilmente scordate.
La cassa in legno del malandato strumento, presentava innumerevoli graffi e come se non bastasse, ogni restante caratteristica lasciava intendere che lo stesso fosse oramai destinato ad essere per sempre accantonato poiché incapace di emettere suono.
Il prezzo di partenza fu aperto ad una simbolica cifra di 3 dollari. L'interlocutore, scaltramente aumentò a 5 dollari e pronunciò la famosa formula “5 dollari e uno, 5 dollari e due...
Una anziana signora, forse amante da sempre della musica e dei suoi strumenti, spinta da un sentimento di pietà per quel violino che forse un tempo aveva regalato note piacevoli sussurrò: “offro 10 dollari per aggiudicarmelo”; come di consueto la formula “10 dollari e uno, dieci dollari e due....” all'improvviso la dicitura fu interrotta da un signore che dall'ultima fila si era posto in piedi. Sorprendendo tutti, rapidamente si fece avanti e preso nelle mani il violino cominciò ad accordarlo, tirandone con cura una ad una le corde. Continuò poi lucidando la cassa con uno speciale panno e quando ebbe terminato, impugnato l'arco, cominciò a suonare.
La melodia che ne scaturì fu a dir poco emozionante! Ogni presente si ricredette riguardo al valore del violino. Tutti avevano inizialmente creduto che quel vecchio violino, scordato, pieno di graffi e dal colore opaco, fosse destinato alle fiamme.
Nessuno, con un pizzico di buon senso, aveva osato avanzare una offerta superiore a quella dell'appassionata e pietosa signora dai 10 dollari.
Il direttore dell'asta, rivalutata la situazione, annullò le precedenti offerte e rifissò il prezzo di base a 1000 dollari. Nuovamente allora “1000 dollari e uno, 1000 dollari e due …
L'asta terminò con una strepitosa offerta di 3000 dollari che permise ad un offerente di aggiudicarsi definitivamente lo strumento.
Quello che cambiò la condizione e le qualità dello strumento fu, senza dubbio, il tocco del Maestro.
|
De 1438090@aruba.it en
23/02/2010 20.47
Questa e-mail mi arrivata tramite un amico e mi ha commosso molto, volevo che anche voi la leggeste
Ricordati che TU fai la differenza.
Non cercare mai mezzi termini: non ce ne sono.
Leggi in ogni caso.
La mia domanda è: tu avresti fatto
la stessa scelta che ho fatto io?
Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti.
Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:
'Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?'
Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.
Il padre continuò: 'Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino.'
A quel punto cominciò a narrare una storia:
Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball.
Shay chiese: 'Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?'
Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.
Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare. Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: 'Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono'
Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team. Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri.
Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti. All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.
Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti.
Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla
battuta.
A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita?
Incredibilmente lo lasciarono battere.
Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla.
In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza.
Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla.
Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay.
Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore.
Ma il gioco non era ancora finito.
A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita.
Invece...
Il tiratore lancio la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: 'Shay corri in prima base! Corri in prima base!'
Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base.
Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione.
A quell punto tutti urlarono:' Corri fino alla seconda base!'
Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato.
Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla..
Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti urlavano: 'Bravo Shay, vai così! Ora corri!'
Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta.
Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.
A quel punto tutti gridarono:' Corri in prima, torna in base!!!!'
E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita.
'Quel giorno' disse il padre piangendo 'i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità'.
Shay non è vissuto fino all'estate successiva.
E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre..non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa e le raccontò di aver giocato e vinto.
|
|
|
De 1438090@aruba.it en
08/01/2010 20.30
La pietra azzurra
Il gioielliere era seduto alla scrivania e guardava distrattamente la strada attraverso la vetrina del suo elegante negozio.
Una bambina si avvicinò al negozio e schiacciò il naso contro la vetrina. I suoi occhi color del cielo si illuminarono quando videro uno degli oggetti esposti.
Entrò decisa e puntò il dito verso uno splendido collier di turchesi azzurri. "E per mia sorella. Può farmi un bel pacchetto regalo?".
Il padrone del negozio fissò incredulo la piccola cliente e le chiese: "Quanti soldi hai?". Senza esitare, la bambina, alzandosi in punta di piedi, mise sul banco una scatola di latta, la aprì e la svuotò. Ne vennero fuori qualche biglietto di piccolo taglio, una manciata di monete, alcune conchiglie, qualche figurina. "Bastano?", disse con orgoglio. "Voglio fare un regalo a mia sorella più grande. Da quando non c'è più la nostra mamma, è lei che ci fa da mamma e non ha mai un secondo di tempo per se stessa.
Oggi è il suo compleanno e sono certa che con questo regalo la farò molto felice. Questa pietra ha lo stesso colore dei suoi occhi". L'uomo entra nel retro e ne riemerge con una stupenda carta regalo rossa e oro con cui avvolge con cura l'astuccio. "Prendilo" disse alla bambina. "Portalo con attenzione". La bambina partì orgogliosa tenendo il pacchetto in mano come un trofeo. Un'ora dopo entrò nella gioielleria una bella ragazza con la chioma color miele e due meravigliosi occhi azzurrì. Posò con decisione sul banco il pacchetto che con tanta cura il gioielliere aveva confezionato e dichiarò: "Questa collana è stata comprata qui?". "Sì, signorina". "E quanto è costata?". "I prezzi praticati nel mio negozio sono confidenziali: riguardano solo il mio cliente e me".
"Ma mia sorella aveva solo pochi spiccioli. Non avrebbe mai potuto pagare un collier come questo". Il gioielliere prese l'astuccio, lo chiuse con il suo prezioso contenuto, rifece con cura il pacchetto regalo e lo consegnò alla ragazza. "Sua sorella ha pagato. Ha pagato il prezzo più alto che chiunque possa pagare: ha dato tutto quello che aveva".
|
De 1438090@aruba.it en
04/07/2009 22.13
La missione è bellissima
Ciao a tutti!!
Mamma mia! Come vola il tempo! Non posso credere che sono gia passati dieci mesi da quando sono in missione! Mi sento davvero come di essere fuori dal mondo...questa e` l` esperienza piu` bella della mia vita e mi sta insegnando tantissime cose...sono felice di essere una missionaria e di poter rappresentare il mio Salvatore Gesu` Cristo in questi 18 mesi.
Adesso mi trovo a Roma 2 da quasi 6 settimane e sono con una collega che si chiama sorella Cheesman che viene dalla California...
La mia prima citta` e` stata Pescara dove sono rimasta per tre mesi, poi Roma 3 dove sono rimasta ancora 3 mesi e lo stesso a Ladispoli. Ho conosciuto tantissime persone meravigliose ed ho vissuto tantissime belle esperienze che mi hanno fortificato.
La missione e` difficile , ma sto imparando che le difficolta` hanno lo scopo di aiutarci a rafforzare la nostra fede nel nostro Salvatore perche` solo Lui ci puo` aiutare a superare i momenti difficili , e sto anche imparando che comunque, mai il nostro buon Padre Celeste, ci dara` delle prove che noi non siamo in grado di affrontare o superare.
Finiro` la missione fra sette mesi e dieci giorni e tornero` a casa il 10 Febbraio 2010.
Davvero so che questo e` il lavoro del Signore . So che Dio e Gesu` Cristo vivono. So che il nostro Padre Celeste ama tutti i suoi figli e so che se persevereremo fino alla fine avremo la vita eterna.
Presto mandero` delle foto , appena ne avro` la possibilita`.
Auguro a tutti quelli che vogliono servire una missione , di poter presto avere questo privilegio come lo e` stato dato a me.
Con tantissimo affetto,
Sorella Gambardella.
|
De 1438090@aruba.it en
04/07/2009 21.36
Teoria del vaso
Quando le cose importanti della vita ti scappano di mano, quando ti senti stressato, quando 24 ore al giorno sembrano non bastarti più, ricordati e
rifletti sulla storia del barattolo …
Leggi con molta attenzione la storia che segue:
•Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d'accordo e dicono di si. Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf. Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di si. Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo. Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno. Questa volta gli studenti rispondono con un sì unanime. Il professore, velocemente, aggiunge due tazze di caffè al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia. Gli studenti si mettono a ridere in questa occasione. Quando la risata finisce il professore dice:
-"Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita…
Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l'amore; le cose che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene. Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la casa, la macchina, ecc. La sabbia è tutto il resto: le piccole cose. Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto per le palline di vetro ne' per le palle da golf. La stessa cosa succede con la vita. Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non avremo mai spazio per le cose realmente importanti.
•Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito. Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per tagliare le erbacce, per riparare le piccole cose... Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano.
Stabilisci le tue priorità: il resto è solo sabbia… Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenta il caffè. Il professore sorride e dice: "Sono contento che tu mi faccia questa domanda. E' solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la tua vita, c'è sempre posto per un paio di tazze di caffè con un amico!"
|
De 1438090@aruba.it en
05/03/2009 12.57
LEGGETE E RIFLETTERE UN MOMENTO
Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando avremo un primo figlio o un secondo.
Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli per questo o per quello e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti.
In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti.
Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato questa età.
Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l'auto, quando faremo delle vacanze meravigliose, quando non saremo più costretti a lavorare.
Ma se non cominciamo una vita piena e felice ora, quando lo faremo?
Dovremo sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere. Tanto vale accettare questa realtà e decidere di essere felici, qualunque cosa accada.
Alfred Souza dice "Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la mia vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa d'irrisolto, un affare che richiedeva ancora tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati. In seguito la vita sarebbe cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la vita".
Questo modo di percepire le cose ci aiuta a capire che non c'è un mezzo per essere felici ma la felicità è il mezzo.
Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno.
Allora smettete di aspettare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 kg ., di prendere 5 kg ., di avere dei figli, di vederli andare via di casa.
Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare.
Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova.
Smettete di aspettare la primavera, l'estate, l'autunno o l'inverno.
Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente e decidete che non c'è momento migliore per essere felici che il momento presente.
La felicità e le gioie della vita non sono delle mete ma il viaggio.
Un pensiero per oggi: Lavorate, come se non aveste bisogno di soldi;
Amate! Come se non doveste soffrire;
Ballate, come se nessuno vi guardasse.
Ora rifletti bene e cerca di rispondere a queste domande:
Nomina le 5 persone più ricche del mondo.
Nomina le 5 ultime vincitrici del concorso Miss Universo.
Nomina 10 vincitori del Premio Nobel.
Nomina gli ultimi 5 vincitori del Premio Oscar come miglior attore o attrice.
Come va?
Male?
Non preoccuparti. Nessuno di noi ricorda i migliori di ieri.
E gli applausi se ne vanno!
E i trofei si impolverano!
I vincitori si dimenticano!
Adesso rispondi a queste altre:
Nomina 3 professori che ti hanno aiutato nella tua formazione.
Nomina 3 amici che ti hanno aiutato in tempi difficili.
Pensa ad alcune persone che ti hanno fatto sentire speciale.
Nomina 5 persone con cui passi il tempo.
Come va? Meglio?
Le persone che segnano la differenza nella tua vita non sono quelle con le migliori credenziali, con molti soldi, o i migliori premi....
Sono quelle che si preoccupano per te, che si prendono cura di te, quelle che ad ogni modo stanno con te.
Rifletti un momento.
La vita è molto corta!
Tu, in che lista sei?
Non lo sai?....Permettimi di darti un aiuto....
Non sei tra i famosi, però sei tra quelli che ricordo per mandargli questo messaggio.
Qualche anno fa, alle Paraolimpiadi di Seattle, nove atleti, tutti mentalmente o fisicamente disabili erano pronti sulla linea di partenza dei 100 metri .
Allo sparo della pistola, iniziarono la gara, ma non tutti correndo, ma con la voglia di arrivare e vincere.
In tre correvano, un piccolo ragazzino cadde sull'asfalto, fece un paio di capriole e cominciò a piangere.
Rallentarono e guardarono indietro. Si fermarono e guardarono indietro....ciascuno di loro.
Una ragazza con la Sindrome di Down si sedette accanto a lui e cominciò a baciarlo e a dire: "Adesso stai meglio?"
Allora, tutti e nove si abbracciarono e camminarono verso la linea del traguardo.
Tutti nello stadio si alzarono e gli applausi andarono avanti per parecchi minuti. Persone che erano presenti raccontano ancora la storia.
Perché?
Perché dentro di noi sappiamo che: la cosa importante nella vita va oltre il vincere per se stessi.
La cosa importante in questa vita è aiutare gli altri a vincere, anche se comporta rallentare e cambiare la nostra corsa.
|
De 1438090@aruba.it en
16/12/2008 19.33
IL LADRO DI BISCOTTI
Una donna era in attesa all'aeroporto una sera, con lunghe ore da passare prima del volo.
Andò alla ricerca di un libro nel negozio dell'aeroporto, comprò un sacchetto di biscotti e trovò un posto dove sedersi.
Era immersa nel suo libro, ma riuscì a vedere che l'uomo accanto a lei, con sfacciataggine mai vista, prese un paio di biscotti dal sacchetto in mezzo a loro, cosa che lei cercò di ignorare, per evitare una scenata.
Lei leggeva, sgranocchiava biscotti e guardava l'ora, mentre l'impavido "ladro di biscotti" le riduceva le scorte.
Si irritava sempre più col passare dei minuti, pensando: "Se non fossi così gentile, gli farei un occhio nero!"
A ogni biscotto che lei prendeva, ne prendeva uno anche lui.
Quando ne rimase uno solo, lei si chiese che fare.
Con un sorriso sul volto e una risata nervosa, lui prese l'ultimo biscotto e lo spezzò a metà.
Offrì a lei una metà e si mangiò l'altra.
Lei gliela ghermì dalla mano e pensò: "Mamma mia, questo tizio è sfrontato ed è anche sgarbato, non ha mostrato il minimo segno di gratitudine!"
Non ricordava di essere mai stata così irritata e sospirò di sollievo quando chiamarono il suo volo.
Raccolse le sue cose e si avviò al cancello, rifiutandosi di guardare il "ladro ingrato".
Salì sull'aereo e si sprofondò nel sedile, quindi cercò il libro, ormai quasi finito.
Rovistando nel bagaglio rimase senza fiato per la sorpresa.
Ecco lì davanti ai suoi occhi il suo sacchetto di biscotti!
"Se i miei sono qui," gemette disperata, ' "allora gli altri erano suoi e lui cercava di offrirmene!"
Troppo tardi per scusarsi, capì con dolore, era lei la sgarbata, l'ingrata, la ladra!
Valerie Cox
|
De 1438090@aruba.it en
15/11/2008 12.57
Il Signore riesce sempre a sorprendermi. Dopo l'organizzazione del quinto Palo
in Italia mi aspettavo e ci aspettavamo nel mio Rione a Modena l'annuncio della
costruzione di un tempio in Italia. Invece nulla, poi ancora nulla e intanto le
ipotesi, le previsioni, i mea culpa per il mancato annuncio. Così con il passare
del tempo per me è arrivata una spece di rassegnazione: ci vuole ancora tempo,
chissà quanto per avere la benedizione di un tempio anche in questa parte del
mondo. Invece ecco, quando meno te l'aspetti il Signore ti sorprende!| Ho
sentito un gran calore nel mio cuore, un sentimento di gratitudine verso il
nostro Dio che ha ascoltato le nostre preghiere e che ci dà questa opportunità
di avere un luogo così sacro e santo proprio qui a casa nostra!!! Ho servito
nella missione di Roma tanti anni fa e ricordo quando, come missionari, venivamo
incoraggiati dal nostro presidente ad immaginare un palo, un tempio a
Roma........ ..il lavoro di tanti fratelli e sorelle fedeli ha realizzato questa
visione. Stupendo!!
Sorella Bernardi Fiorella.
|
De 1438090@aruba.it en
27/10/2008 17.04
26 ottobre 2008 Milano 3
COME RAGGIUNGERE L’AUTOSUFFICIENZA ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA
Come profetizzato dall’apostolo Paolo, viviamo in “tempi
difficili” (2 Timoteo 3:1). Quando qualche settimana fa sono fallite grandi
banche e le borse sono crollate, ho provato un senso di angoscia e di timore.
Subito dopo, però, lo Spirito mi ha rassicurato: “Se siete preparati, voi
non temerete” (DeA 38:30). Fratelli, più che mai il mondo ha bisogno del
vangelo di Gesù Cristo. Sono grato per le Scritture, che sono il manuale della
vita, e per i profeti e apostoli moderni che ci guidano continuamente sulla
rotta sicura da seguire.
Oggi vorrei parlarvi di alcuni principi dell’autosufficienza
che ci permetteranno di avere pace in questa vita e di prosperare. Tutti incontreremo
difficoltà, ma se saremo preparati, queste difficoltà ci faranno crescere,
svilupperemo la fede e la gratitudine, diventeremo più caritatevoli. Se saremo
preparati questi “tempi difficili” non ci schiacceranno, anzi ci eleveranno
come discepoli di Gesù Cristo.
Il primo principio è la conoscenza. Il Signore c’insegna: “È
impossibile per l’uomo essere salvato nell’ignoranza” (DeA 131:6). Nel
giuramento e nell’alleanza del sacerdozio aggiunge: “Dovete vivere di ogni
parola che esce dalla bocca di Dio” (DeA 84:44). Nella prima sezione di
Dottrina e Alleanze leggiamo: “Ciò che io il Signore ho detto, l’ho detto, e
non mi scuso; e sebbene i cieli e la terra passino, la mia parola non passerà,
ma sarà tutta adempiuta; che sia dalla mia propria voce o dalla voce dei miei
servitori, è lo stesso” (DeA 1:38). Sono anni che i profeti invitano i
nostri giovani ad acquisire quanta più istruzione possibile, andando anche all’università.
Il presidente Hinckley ha suggerito a noi fratelli adulti di acquisire sempre
nuove conoscenze, di aggiornarci, di riciclarci in caso la nostra situazione lavorativa
cambi. Alcune professioni, molto comuni pochi anni fa, ora non esistono più o
richiedono molte altre capacità. In compenso, sono sorti altri tipi di lavori,
per cui è fondamentale stare al passo coi tempi. Ad esempio, quindici anni fa
per lavorare come magazziniere ti bastava usare il muletto o il carrello
elevatore, cose che potevi imparare a usare in pochi giorni. Oggi, invece, non
c’è magazzino in cui non si usino i computer per il carico e lo scarico delle
merci, come pure per gli ordini e la posta elettronica, pertanto, se non sai
usare il computer, non puoi lavorare. Ricordiamo: “Se vi sono cose virtuose,
amabili, di buona reputazione o degne di lode, queste sono le cose che noi ricerchiamo”
(Articoli di Fede 1:13). È nostro dovere aggiornarci e cercare tutta la
conoscenza possibile, sia nelle Scritture, sia nei “libri migliori” (DeA
88:118). A questo scopo ci sono molti corsi, anche serali, a volte gratuiti, a
cui potremmo iscriverci. Potremmo, ad esempio, imparare a usare il computer,
imparare bene una lingua, come l’inglese o l’italiano per gli stranieri. Più
sapremo, più saremo competitivi e avremo la possibilità di svolgere lavori
meglio pagati. Più saremo preparati, inoltre, più potremo servire con efficacia
nel regno di Dio.
Secondo principio. Una volta i dottori della legge e i
Farisei interrogarono Gesù: “Che te ne pare? È egli lecito pagare il tributo
a Cesare, o no?” Al ché Gesù chiese loro di mostrargli la moneta del
tributo, poi domandò: “Di chi è questa effigie e questa iscrizione? Gli
risposero: Di Cesare. Allora egli disse loro: Rendete dunque a Cesare quel ch’è
di Cesare, e a Dio quel ch’è di Dio” (Matteo 22:17, 20–21). Rendete a Dio
quel ch’è di Dio. Nelle Scritture leggiamo: “Fin dai giorni dei vostri padri
vi siete allontanati dalle mie ordinanze, e non le avete rispettate. Tornate a me, e io tornerò a voi, dice il Signore degli
eserciti. Ma voi dite: In cosa dobbiamo tornare? Ruberà l’uomo a Dio? Eppure
voi mi avete derubato. Ma voi dite: In cosa t’abbiamo noi derubato? Nelle
decime e nelle offerte… Portate tutte le decime al magazzino, affinché vi sia del
cibo nella mia casa, ed ora mettetemi alla prova in questo, dice il Signore
degli eserciti; se non v’aprirò le cataratte del cielo e non riverserò su di
voi tante benedizioni, che non vi sarà spazio sufficiente per contenerle. E per
amor vostro minaccerò il divoratore, ed egli non distruggerà i frutti del
vostro suolo; né la vostra vigna perderà i suoi frutti anzitempo nella
campagna, dice il Signore degli eserciti” (3 Nefi 24:7–8, 10–11). Più che
mai in questo periodo, la decima e le offerte sono la nostra assicurazione. Vi
ricordate la testimonianza di quel nostro fratello che, non più giovanissimo,
si è ritrovato senza lavoro perché la sua ditta è improvvisamente fallita? Il
giorno dopo ha ricevuto una telefonata nella quale gli hanno offerto un lavoro.
Non ha neppure avuto bisogno di andarlo a cercare. Perché? Perché questo fratello
ha sempre pagato la decima e le offerte, perché è sempre stato diligente nell’insegnamento
familiare, perché ha sempre accettato di buon animo qualsiasi incarico, perché
il suo cuore è rivolto al Signore, perché vive per il Signore. Terzo principio.
Rendete a Cesare quel ch’è di Cesare. Nelle Scritture leggiamo:
“Quando furon venuti a Capernaum, quelli che
riscotevano le didramme si accostarono a Pietro e dissero: Il vostro maestro
non paga egli le di dramme? Egli rispose: Sì. E quando fu entrato in casa, Gesù
lo prevenne e gli disse: Che te ne pare, Simone? i re della terra da chi
prendono i tributi o il censo? dai loro figliuoli o dagli stranieri? Dagli
stranieri, rispose Pietro. Gesù gli disse: I figliuoli, dunque, ne sono esenti.
Ma, per non scandalizzarli, vattene al mare, getta l’amo e prendi il primo
pesce che verrà su; e, apertagli la bocca, troverai uno statère. Prendilo, e
dàllo loro per me e per te” (Matteo 17:24–27). Negli Articoli di Fede, che
riportano il nostro credo fondamentale, leggiamo: “Noi crediamo di dover
essere soggetti ai re, ai presidenti, ai governanti ed ai magistrati, di dover
obbedire onorare e sostenere le leggi. Noi crediamo nell’essere onesti”
(Articoli di Fede 1:12–13). In Matteo, inoltre, leggiamo: “Così risplenda la
vostra luce nel cospetto degli uomini, affinché veggano le vostre buone opere e
glorifichino il Padre vostro che è ne’ cieli” (Matteo 5:16). Al battesimo
abbiamo stretto un’alleanza sacra con il Signore, nella quale Gli abbiamo promesso di “stare come testimoni di Dio in ogni
momento e in ogni cosa e in ogni luogo” (Mosia 18:9). Noi siamo chiamati ad
essere sempre e ovunque la luce del mondo. Non possiamo scappare o nasconderci
perché abbiamo la coscienza sporca. A questo fine, il Signore comanda a tutti
noi: “Pentitevi, voi tutte estremità della terra… per poter stare immacolati
dinanzi a me all’ultimo giorno” (3 Nefi 27:20).
Pagare sempre le tasse e non lavorare mai in nero può non
essere facile in questa nazione, tuttavia prego che possiamo ricordare e avere fede
nell’artefice di questo piano di salvezza: il nostro Padre celeste, un essere
glorificato ed esaltato, perfetto nell’amore, “poiché Iddio ha tanto amato
il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in
lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16). Ricordiamoci anche
chi è Gesù Cristo, il nostro Salvatore: “E queste sofferenze fecero sì che
io stesso, Iddio, il più grande di tutti, tremassi per il dolore e sanguinassi
da ogni poro, e soffrissi sia nel corpo che nello spirito—e desiderassi di non
bere la coppa amara e mi ritraessi—[n]ondimeno, sia gloria al Padre, bevvi e
portai a termine i miei preparativi per i figlioli degli uomini” (DeA 19:18–19).
Pagare la decima e le offerte è un comandamento? Sì. Pagare le tasse è un
comandamento? Sì. Essere onesti in ogni cosa è un comandamento? Sì. Ricordiamoci
allora le parole di Nefi: “Andrò e farò le cose che il Signore ha comandato,
poiché so che il Signore non dà alcun comandamento ai figlioli degli uomini
senza preparare loro una via affinché possano compiere quello che egli comanda
loro” (1 Nefi 3:7). Pagare la decima e le offerte, come pure essere onesti
in ogni cosa è un comandamento del Signore, quindi possiamo stare tranquilli,
perché il Signore ha preparato una via affinché possiamo compiere quello che ci
ha comandato. Se saremo fedeli, potremo stare tranquilli, il Signore ci farà
sapere come metterci in regola con lui e con il mondo, e ci dirà dove gettare l’amo
per prendere il pesce che ci permetterà di pagare la decima e le offerte, come
pure le tasse e di vivere decorosamente (vedere Matteo 17:24–27).
Sempre riguardo al lavoro, c’è un altro comandamento
chiave per ricevere benedizioni immense: “Affinché tu possa più pienamente
mantenerti immacolato dal mondo, va’ alla casa di preghiera e offri i tuoi
sacramenti nel mio santo giorno; [p]oiché, in verità, questo è il giorno che ti
è assegnato per riposarti dai tuoi lavori e per rendere le tue devozioni all’Altissimo”
(DeA 59:9–10). Il nostro Padre celeste ci ama, siamo Suoi figli, ha
preparato per noi questo meraviglioso piano di salvezza, che ci mantiene al
sicuro anche nei momenti più duri e cupi, a condizione però che siamo disposti
a entrare in alleanza con Lui e a osservare i Suoi comandamenti. Per aiutarci nei momenti duri, in caso di incidenti o
imprevisti, i profeti ci hanno detto di mettere da parte un po’ alla volta una
scorta di cibo sufficiente per un anno, come pure di avere dei risparmi. Ci
hanno anche detto di avere gli zaini d’emergenza, ossia degli zaini con dentro
il necessario per sopravvivere per tre giorni in caso d’emergenza.
Ci hanno anche detto di evitare i debiti come si
eviterebbe la peste bubbonica, spiegandoci che dovremmo contrarre debiti
soltanto per comprare una casa in cui vivere che basti per le nostre necessità,
ma senza compiere il passo più lungo della gamba. Un altro motivo per cui i
profeti ci dicono che è accettabile contrarre dei debiti è per studiare. In
ogni caso, però, ci dicono: “Paga il debito che hai contratto… Liberati
dalla schiavitù” (DeA 19:35). “Non spendete denaro per ciò che non ha
alcun valore, né la vostra fatica per ciò che non può soddisfare. Datemi
ascolto diligentemente, e ricordate le parole che ho detto; e venite al Santo d’Israele,
e fate un banchetto con ciò che non perisce, né può essere corrotto, e che la
vostra anima si delizi nell’abbondanza” (2 Nefi 9:51). Ogni volta che il
presidente Hinckley ha parlato del programma di benessere ci ha invitato a
essere frugali e a risparmiare per i tempi difficili. Se ancora non osserviamo
con esattezza questi comandamenti, stiamo perdendo delle benedizioni specifiche
e ne risente la nostra spiritualità complessiva. I profeti c’insegnano: “Vi
è una legge irrevocabilmente decretata nei cieli, prima della fondazione di
questo mondo, sulla quale si basano tutte le benedizioni. E quando otteniamo
una qualche benedizione da Dio, è mediante l’obbedienza a quella legge su cui
essa è basata” (DeA 130:20–21). “Io, il Signore, sono vincolato quando
fate ciò che dico; ma quando non fate ciò che dico non avete alcuna promessa”
(DeA 82:10). “Hanno cessato gli angeli di apparire ai figlioli degli uomini?
Ha ritirato egli da loro il potere dello Spirito Santo?... Ecco, io vi rispondo:
No. Poiché è per fede che si compiono i miracoli; ed è per fede che gli angeli
appaiono e insegnano agli uomini; pertanto, se queste cose sono cessate, guai
ai figlioli degli uomini, poiché ciò è a causa dell’incredulità, e tutto è vano”
(Moroni 7:36–37). Fratelli e amici, prego che possiamo essere fedeli in ogni
cosa. Ci attendono tempi difficili, abbiamo bisogno di tutte le benedizioni che
il Padre celeste vorrebbe riversare su di noi, che Egli sa che ci proteggerebbero. Le vedete le benedizioni che scaturiscono dall’osservanza
dei comandamenti? Certo, in questo momento può capitare a chiunque di trovarsi
in difficoltà, ma “se siete preparati, voi non temerete” (DeA 38:30),
dice il Signore. Quale grande tranquillità ci darà il sapere che se saremo
fedeli non mancherà mai il pane dalla nostra tavola e che i nostri figli
avranno cibo in abbondanza, perché paghiamo la decima e le offerte, e abbiamo
le scorte.
“E il Signore chiamò il suo popolo Sion, perché erano
di un solo cuore e di una sola mente, e dimoravano in rettitudine; e non vi
erano poveri fra essi” (Mosè 7:18),
perché pagavano la decima e le offerte, erano onesti in ogni cosa, svolgevano
diligentemente gli incarichi e obbedivano a tutti i comandamenti. Ci sono
moltissimi passi scritturali che ci ricordano le promesse del Signore a coloro
che sono fedeli: “Io, il Signore, sono misericordioso e benevolo verso
coloro che mi temono, e mi diletto ad onorare coloro che mi servono in
rettitudine ed in verità fino alla fine” (DeA 76:5). Questo è uno dei
versetti preferiti del presidente Monson, che certo onora il Signore.
“I giovani s’affaticano e si stancano; i giovani scelti
vacillano e cadono, ma quelli che sperano nell’Eterno acquistan nuove forze, s’alzano
a volo come aquile; corrono e non si stancano, camminano e non s’affaticano”
(Isaia 40:30– 31). “Sii umile, e il Signore Iddio ti condurrà per mano e
darà risposta alle tue preghiere” (DeA112:10). Non è questa un’immagine
rassicurante? Pensate, camminare mano nella mano con il nostro Signore. Inoltre,
“Imparate che chi compie opere di rettitudine riceverà la sua ricompensa, sì, pace in questo mondo e vita eterna nel
mondo a venire” (DeA 59:23).
Una volta il re dei Siri mandò il suo esercito a uccidere
Eliseo, il profeta di Dio: “Ed il re vi mandò cavalli, carri e gran numero
di soldati, i quali giunsero di nottetempo, e circondarono la città. Il
servitore dell’uomo di Dio, alzatosi di buon mattino, uscì fuori, ed ecco che
un gran numero di soldati con cavalli e carri accerchiava la città. E il servo
disse all’uomo di Dio: ‘Ah, signor mio, come faremo?’ Quegli rispose: ‘Non
temere, perché quelli che son con noi son più numerosi di quelli che son con
loro’. Ed Eliseo pregò e disse: ‘O Eterno, ti prego, aprigli gli occhi,
affinché vegga!’ E l’Eterno aperse gli occhi del servo, che vide a un tratto il
monte pieno di cavalli e di carri di fuoco intorno ad Eliseo” (2 Re 6:14–17).
Queste sono invece le benedizioni speciali che il Signore
riversa a coloro che digiunano e pagano le offerte di digiuno: “La tua luce
spunterà come l’aurora, e la tua guarigione germoglierà prontamente; la tua
giustizia ti precederà, e la gloria dell’Eterno sarà la tua retroguardia.
Allora chiamerai, e l’Eterno ti risponderà; griderai, ed egli dirà: ‘Eccomi!’”
(Isaia 58:8–9). Pensate, grideremo ed Egli ci risponderà: Eccomi.
E che cosa ne dite di questa promessa: “Andrò davanti
al vostro volto. Sarò alla vostra destra e alla vostra sinistra, e il mio
Spirito sarà nel vostro cuore e i miei angeli tutt’attorno a voi per sostenervi”
(DeA 84:88). No, fratelli e amici, non siamo soli, e se saremo fedeli sentiremo
questa influenza celeste attorno a noi. Quale rassicurazione ci danno le parole
del Signore: “Non temete, piccolo gregge; fate il bene; lasciate che la
terra e l’inferno si coalizzino contro di voi, poiché se siete edificati sulla
mia roccia, essi non possono prevalere” (DeA 6:34).
Pensate anche a questa promessa e a come potrebbe essere
nostra: “Benedetto sei tu, Nefi, per le cose che hai fatto; poiché ho visto
come hai instancabilmente proclamato a questo popolo le parole che ti ho dato.
E non li hai temuti e non hai cercato di salvare la tua vita, ma hai cercato di
fare la mia volontà e di rispettare i miei comandamenti. Ed ora, poiché hai
fatto ciò con tanta perseveranza, ecco, io ti benedirò in eterno; e ti renderò
potente in parole e in atti, in fede e in opere; sì, al punto che tutte le cose
ti saranno fatte secondo la tua parola, poiché non domanderai ciò che è contrario
alla mia volontà” (Helaman 10:4–5).
Nel Libro di Mormon il Signore ha inoltre fatto
innumerevoli volte questa promessa: “Inquantoché obbedirete ai miei
comandamenti, voi prospererete nel paese; e inquantoché non obbedirete ai miei
comandamenti, sarete recisi dalla mia presenza” (2 Nefi 4:4). Il Signore,
se siamo fedeli, non ci promette semplicemente che ce la caveremo, ma che
prospereremo. L’Eterno quando promise ad Abrahamo che avrebbe avuto un figlio
da Sara, che era già molto avanti negli anni, gli disse: “V’ha egli cosa che
sia troppo difficile per l’Eterno?” (Genesi 18:14). Dopo l’ultima cena, il
Signore chiese ai Suoi discepoli: “Quando vi mandai senza borsa, senza sacca
da viaggio e senza calzari, vi mancò mai niente? Ed essi risposero: Niente”
(Luca 22:35).
Sento la Sua
voce che mi domanda: Marcello, quando hai pagato la decima e le offerte, quando
hai pagato le tasse e hai rispettato le leggi dello stato, ti è mancato mai
niente? No, niente Signore. Io so che abbiamo un Padre in cielo e che noi siamo
Suoi figli. So che Egli ci ama e che ci conosce. Sa come aiutarci. Egli ha
preparato per noi un piano meraviglioso e un Salvatore, il Signore Gesù Cristo.
Egli è la Via, la Verità e la Vita (vedere Giovanni 14:6).
Chi Lo segue proverà gioia nella vita (vedere 2 Nefi 2:25), anche ora, in
questi tempi difficili, perché Egli è l’Eterno e l’Onnipotente. La Chiesa di Gesù Cristo dei
Santi degli Ultimi Giorni è la Sua
chiesa sulla terra. Oggi abbiamo un profeta vivente che ci guida, il presidente
Thomas S. Monson. Di questo rendo testimonianza nel nome di Gesù Cristo. Amen. Marcello Ney
|
De 1438090@aruba.it en
27/09/2008 18.06
« Un viaggiatore arrivò davanti a una grande città, ricca e splendida. Ammirato egli disse alla sua guida: ‹Gli abitanti di questa città devono essere molto retti, poiché tra loro riesco a vedere soltanto un piccolo diavolo›. La guida rispose: ‹Lei non capisce la situazione, signore. Questa città è talmente dedita alla malvagità, alla decadenza e alla corruzione, che basta soltanto un piccolo diavolo per tenere tutti in soggezione›. Proseguendo il cammino egli si trovò davanti a un sentiero ripido e accidentato e vide un vecchio che cercava di procedere verso la cima della collina, circondato da sette diavoli grandi e grossi dall’aspetto terribile. ‹Guarda!› esclamò il viaggiatore; ‹quello deve essere un vecchio estremamente malvagio. Vedi quanti diavoli lo circondano›. ‹Quello› rispose la guida ‹è l’unico uomo giusto del paese, e attorno a lui vi sono sette diavoli dei più potenti che cercano di portarlo fuori dal suo sentiero, e tuttavia non riescono a farlo›» .
|
De 1438090@aruba.it en
22/09/2008 10.05
Anno 2002. La seguente esperienza di vita è accaduta realmente in una città d’Italia, di conseguenza verrà mantenuto l’anonimato delle persone citate…..Alcune ore prima della nascita della mia quarta figlia, mentre ero in ospedale, l’altro mio figlio di 7 anni ha incominciato ad avere problemi respiratori. Così sono tornato a casa per somministrargli le sue solite medicine: dei broncodilatatori. Mentre tornavamo in ospedale per vedere il volto della nuova sorellina, lui ha incominciato a star male di nuovo, dicendomi: “papà non respiro bene”. E dopo pochi minuti entrando nella stanza dove doveva esserci mia moglie, lui è quasi svenuto dicendomi: “Papà non respiro più”. Presolo prontamente in braccio sono corso verso il Pronto Soccorso dell’ospedale che, fortunatamente si trovava dall’altra parte dell’edificio. Il suo respiro era sempre più affannoso ed anche il mio per il peso di mio figlio e per la corsa. I miei piedi non riuscivano più a correre dopo un po’e anche se mancavano una 30 di metri non ce la facevo più. Così ho chiesto all’altro mio figlio di raggiungere il pronto soccorso e chiedere l’aiuto di un infermiere. Pochi minuti dopo è tornato con due volontari di un ambulanza che, capendo la gravità di salute in cui versava mio figlio, lo hanno preso e sono corsi all’interno del Pronto Soccorso. Anche i medici lì di guardia si sono subito accorti della gravità della situazione: era decisamente un codice rosso. La vita del mio bambino era in pericolo. Tutti gli infermieri e i medici disponibili in quel tragico momento erano attorno al suo lettino. Mi fecero alcune domande e poi decisero di sottoporlo ad una trachetomia d’urgenza; gli avevano appena disinfettato la gola quando mio figlio ha esalato l’ultimo respiro piegando la testa all’indietro. Come vi sentireste in questo caso, nel vedere vostro figlio morto su un lettino di ospedale? Il medico che doveva operare ha subito rivolto il suo attonito sguardo nella mia direzione e in quella dell’altro mio figlio di 16 anni per rendersi conto se avevamo capito la gravità di quello che stava accadendo in quel tragico momento. E subito dopo, ha dato altre direttive per sospendere la trachetomia e preparare un’inezione da fare al cuore e far portare un defibrillatore per rianimare il suo cuoricino ormai fermo. Dalla mia bocca è uscita un’esclamazione di disperazione: “NO”!!! E subito dopo ho rivolto al Padre una silenziosa preghiera: “Oh Dio Padre Eterno , nel nome di Gesù Cristo e con l’autorità del sacerdozio di Melchisedec (sacerdozio secondo l'ordine del Figlio di Dio) che detengo ti prego di aiutare mio figlio”. Ero confuso sulle parole da dire ma desideravo immensamente che mio figlio ritornasse in vita. Mentre i medici erano intenti a praticare il massaggio cardiaco e subito dopo la mia preghiera, mio figlio è tornato in vita e con una flebile voce ha chiesto cosa stava succedendo e il medico meravigliato, per non spaventarlo, gli ha detto che si era solo un pò addormentato. Avevo chiesto un miracolo e il Signore mi aveva esaudito: a me che sono solo un’anziano della Chiesa di Gesù Cristo. Mi piace credere che alla mia supplica Gesù Si sia rivolto al Padre chiedendoGli se la mia richiesta poteva essere esaudita. E prendeva così le mie difese dicendoGli che io ero un’ex-missionario che aveva svolto una missione con onore, che avevo dovuto lottare contro i miei genitori e parenti per poter andare in missione, avevo lasciato la ragazza, gli studi e lavorare per mettere soldi via per la missione. Sono rimasto un membro attivo per tutti questi anni, ho sempre osservato i comandamenti, come la parola di saggezza, la decima. Forse l’insegnamento famigliare non sono riuscito a svolgerlo al 100%, ma non per mancanza di desiderio ma a causa dei miei assurdi orari di lavoro. Allora il Padre, constatando che la supplica era stata fatta con tanta fede e che i requisiti erano stati adempiuti, ha detto che non poteva trattenere la Sua mano e che fosse adempiuto secondo i desideri del mio cuore. Mentre pregavo francamente non mi rendevo conto del miracolo che stavo domandando: cioè che mio figlio, che avevo visto morto lì davanti a me, potesse tornare in vita. Immaginate quali sentimenti di gratitudine possono nascere nel vostro cuore nel vedere vostro figlio tornare a vivere. Poco dopo, io e mio figlio di 16 anni, siamo stati invitati a ad aspettare in sala d’aspetto. Volevano sicuramente tenerlo in osservazione per un po’ di tempo e constatare se la mancanza di ossigeno al cervello avesse provocato danni e se la crisi potesse ripetersi. Così attesi l’ambulanza speciale, con unità rianimatrice a bordo, pronta ad intervenire durante il trasporto in un’altro ospedale per bambini dove c’era un’unità di terapia intensiva e dove avrebbe passato almeno una notte sotto osservazione. Ripensando a quell’esperienza ho questo nitido ricordo: in cui le donne della mia famiglia si occupavano quel giorno di maternità e nascita, mentre gli uomini erano intenti in un’altra ala dell’ospedale a praticare il Santo Sacerdozio, la preghiera, e assistere al conseguente miracolo. Da allora sono trascorsi 6 anni e quel bambino è stato battezzato da suo padre e serve come diacono nella chiesa mentre l’altro figlio recentemente ha portato a termine con onore una missione. Io continuo a non avere, come dite Voi, grossi incarichi, ma mi sento un Re. Nella mia umile vita il mio Padre celeste mi ha fatto un dono immenso: essere testimone di un grande miracolo. Non so perché Egli mi abbia chiesto di non parlarne con nessuno, infatti nel mio Rione sino ad ora nessun è a conoscenza di questo evento. Continuo ad essere semplicemente un’anziano della Chiesa, ma con tutti i diritti e privilegi che questo Sacerdozio comporta. Mi sento come se mi fosse stato dato un grande dono, come se avessi assaggiato il frutto dolcissimo di cui parla Lehi. Pertanto so che il Signore non guarda agli incarichi che uno svolge nella chiesa, ma al cuore, alle opere, a come uno osserva i comandamenti. Quindi se volete essere grandi agli occhi del Vostro Padre Celeste cercate di essere umili e non di apparire grandi agli occhi degli uomini. Il Padre Celeste vedendo che conosco, per esperienza personale, la sottile differenza tra la vita e la morte mi ha chiamato all’incarico della genealogia, cosi mi occupo di ricerca e battesimo dei morti. Prima di concludere vi cito alcune scritture: “ E ancora, parlo a voi che negate le rivelazioni di Dio, e dite che sono abolite e che non vi sono rivelazioni, né profezie, né doni, né guarigioni, né il parlare in lingue, e l' interpretazione delle lingue; Ecco, io vi dico, colui che nega queste cose non conosce il Vangelo di Cristo; sì, non ha letto le Scritture: e se no, non le comprende. Poiché non leggiamo che Dio è lo stesso ieri, oggi e in eterno, e che in Lui non v'è mutevolezza né ombra di cambiamento? Ed ora, se vi siete immaginati un dio che muta, e in cui vi è ombra di cambiamento, allora vi siete immaginati un dio che non è un Dio di miracoli. Ma ecco, vi mostrerò un Dio di miracoli, ossia il Dio di Abrahamo, e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe; ed è quello stesso Dio che creò i cieli e la terra, e tutte le cose che sono in essi. Ecco, egli creò Adamo, e mediante Adamo venne la caduta dell'uomo. E a causa della caduta dell'uomo venne Gesù Cristo, sì, il Padre e il Figlio; e a motivo di Gesù Cristo venne la redenzione dell'uomo. E a motivo della redenzione dell'uomo, che è venuta mediante Gesù Cristo, egli è riportato alla presenza del Signore; sì, questo è il modo in cui tutti gli uomini sono redenti, perché la morte di Cristo realizza la risurrezione, la quale realizza una redenzione da un sonno senza fine, dal quale sonno tutti gli uomini saranno risvegliati mediante il potere di Dio, quando suonerà la tromba; ed essi verranno fuori, sia i grandi che i piccoli, e tutti staranno dinanzi alla sua sbarra, essendo redenti e sciolti da questo legame eterno della morte, la qual morte è una morte fisica. E allora verrà su di loro il giudizio del Santo; e allora verrà il tempo in cui colui che è impuro resterà ancora impuro; e colui che è giusto resterà ancora giusto; colui che è felice resterà ancora felice, e colui che è infelice resterà ancora infelice. Ed ora, o voi tutti che vi siete immaginati un dio che non può fare miracoli, vorrei chiedervi: Tutte queste cose di cui ho parlato sono già passate? E' venuta la fine? Ecco, io vi dico: No; e Dio non ha cessato di essere un Dio di miracoli. Ecco, le cose che Dio ha operato, non sono meravigliose ai nostri occhi? Sì, e chi può comprendere le opere meravigliose di Dio? Chi dirà che non fu un miracolo che mediante la sua parola il cielo e la terra furono? E che per il potere della sua parola l'uomo fu creato dalla polvere della terra; e che mediante il potere della sua parola sono stati compiuti miracoli? E chi dirà che Gesù Cristo non compì molti possenti miracoli? E molti possenti miracoli furono compiuti dalla mano degli apostoli. E se furono compiuti dei miracoli allora, perché Dio ha cessato di essere un Dio di miracoli pur essendo tuttavia un Essere immutabile? Ed ecco, io vi dico che egli non cambia; se no, cesserebbe di essere Dio; ed egli non cessa di essere Dio, ed è un Dio di miracoli. E la ragione per cui egli cessa di compiere miracoli fra i figlioli degli uomini è perché essi degenerano nell'incredulità e si allontanano dalla retta via, e non conoscono il Dio in cui dovrebbero confidare. Ecco, io vi dico che chiunque crede in Cristo, senza nulla dubitare, qualsiasi cosa chiederà al Padre nel nome di Cristo, gli sarà accordata; e questa promessa è per tutti, ossia, fino alle estremità della terra. Poiché ecco, così disse Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ai suoi discepoli che dovevano rimanere, sì, e anche a tutti i suoi discepoli, come udì la moltitudine: Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura; E colui che crede ed è battezzato sarà salvato, ma colui che non crede sarà dannato; E questi segni seguiranno coloro che credono — in nome mio scacceranno i demoni; parleranno in nuove lingue; prenderanno in mano i serpenti; e se berranno qualche cosa di mortifero, non nuocerà loro; imporranno le mani sui malati ed essi guariranno; E a chiunque crederà nel mio nome, senza nulla dubitare, a costui confermerò tutte le mie parole, proprio fino alle estremità della terra. E possa il Signore Gesù Cristo accordare che le loro preghiere siano esaudite secondo la loro fede; e possa Dio Padre ricordare l'alleanza che ha fatto con il casato d'Israele; e possa egli benedirli per sempre, tramite la fede nel nome di Gesù Cristo. “ Concludo con la mia umile testimonianza: che Dio risponde alle preghiere, i miracoli avvengono, che la fede in Gesù Cristo è cresciuta ancora di più con questa esperienza e che lo Spirito Santo ve lo possa testimoniare. Nel nome di Gesù il Cristo, l’unico nome nel quale possiamo essere Salvati. Amen.
GL
|
De 1438090@aruba.it en
16/09/2008 11.43
Due uomini,
entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale..
Ad uno dei due uomini
era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni pomeriggio per aiutare il
drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all'unica
finestra della stanza. L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per
ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del
loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva
sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte
le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L'uomo nell'altro letto
cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso
più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno. La
finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni
giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche
giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni
colore e c'era una bella vista della città in lontananza. Mentre l'uomo
vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo
dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In
un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava
passando. Sebbene l'altro uomo non potesse vedere la banda, poteva sentirla.
Con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra gliela
descriveva. Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l'infermiera
del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita
dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L'infermiera
diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non
appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel
letto vicino alla finestra. L'infermiera fu felice di fare il cambio, e
dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo. Lentamente,
dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta
il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla
finestra vicino al letto. Essa si affacciava su un muro bianco. L'uomo
chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a
descrivere delle cose cosi meravigliose al di fuori da quella finestra.
L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il
muro. 'Forse, voleva farle
coraggio..' disse. Epilogo: vi è una tremenda felicità nel rendere felici
gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. Un dolore diviso è
dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata. Se vuoi
sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare.
L'oggi è un dono, e per questo motivo che si chiama presente.
Anonimo
|
De 1438090@aruba.it en
24/08/2008 17.31
allegate troverete un paio di foto che vi faranno capire cosa succedera' tra 2 o 3 giorni dalle parti di Piombino... l'indirizzo della chiesa e' via Coen n.1, Livorno la cerimonia si svolgera' alle 11.00 dopo ci sara' un piccolo rinfresco. Siete TUTTI invitati!! ancora non sappiamo se dopo andremo il 2 settembre a guadalajara o il 6 settembre a veracruz..vi faremo sapere anche per quello.. bene, vi saluto! un abbraccione a tutti e...scusateci se non vi abbiamo detto niente fino all'ultimo...ma va beh...a tutti piacciono le belle sorprese no? state contenti!!! ciao!!!! Roberta e Luis

Attached you will find a couple pictures that will let you understand what's going to happen in two or three days around Piombino.. the church address is via Coen n.1, Livorno the cerimony will be at 11.00 then we will have a little buffet. You're ALL invited!! we still don't know if later we'll go to guadalajara the 2nd of september or the 6th to veracruz..we'll let you know that also.. well, ciao! a big hugg to efveryone and...sorry if we didn't tell you anything till th e last days..but anyway..everyone like surprises right? be happy!!! ciao!!!! Roberta e Luis
|
|
|